Palazzo Pesaro – Papafava

Del Palazzo si ha notizia in una sentenza dei Signori di Notte al Criminal (Magistratura della Repubblica) in data 9 febbraio 1372. La datazione della facciata sul rio risulterebbe però posteriore (1450-1460). Il palazzo apparteneva alla famiglia patrizia dei Pesaro, prese il nome di Pesaro-Papafava a seguito del matrimonio, nel 1625, tra Bonifazio Papafava e Pesarina Pesaro. Poi passò in eredità alla famiglia Papafava. Cavaliere dell’ordine del Redentore, Bonifazio discendeva da una ricca famiglia veneziana, il che gli permise di essere insignito del patriziato il 22 dicembre del 1652; questo titolo gli permetteva di partecipare all’esercizio del potere politico ed economico della Serenissima.

Elementi costruttivi e architettonici

Il Palazzo Papafava costituisce un interessante repertorio d’arte dal XIV al XVIII secolo. Costruzione archiacuta di stile gotico, di particolare pregio risulta la ricca facciata che guarda il retrostante canale della Misericordia. Ingentilita da eleganti quadriforme finestre gotiche, con balconi sporgenti e balaustre a forma di colonnine slanciate, richiama per la grande regolarità l’edificio di Ca’ Foscari. Il soffitto della sala centrale in stile Sansoviniano venne installato ed intagliato allo scadere del XVI secolo contemporaneamente alla parete in marmo delle porte. Nei primi anni del ‘700 venne dipinto il soffitto della sala Beatrice su ordine della figlia di Bonifazio Papafava, grande appassionata di caccia. Causa i precedenti utilizzi del Palazzo, si è scelta la tecnica dell’affresco con tematica veneto-veneziana, priva d’ogni riferimento a spazi e luoghi specifici.

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