Ponte di Rialto

Anticamente era l’unico collegamento stabile delle due sponde del Canal Grande. La leggenda ricorda che nel 1181 Nicolò Bareteri costruì un ponte di barche chiamata “Quartarolo”, dalla piccola moneta di pedaggio che si richiedeva per il passaggio. Nel XIII sec. fu sostituito con un ponte di legno, che venne distrutto durante la rivolta di Bajamonte Tiepolo, che si ritirò con i rivoltosi presso le case de Tiepolo e dei Querini presso Rialto. Il ponte fu ricostruito ma col passare del tempo andò in rovina e finì per crollare nell’anno 1444 per la gran folla accorsa ad assistere al passaggio della Marchesa d Ferrara. Ricostruito in legno in forma più ampia, con botteghe, con ponte mobile, (quadro) all’inizio del ‘500 era così deperito che restaurato dall’arch. Giorgio Spavento (1501) caduto in parte, si deliberava (1524) di ricostruirlo in pietra. Presentarono progetti i più famosi architetti del tempo: Michelangelo, Palladio, Vignola, Sansovino e più tardi Antonio da Ponte, Vincenzo Scamozzi e Alvise Bandù. Il Da Ponte fu il costruttore (ma solo in parte l’ideatore) con l’aiuto del nipote Antonio Contin. Il ponte fu costruito tra i 1588-1591 sotto il dogato di Pasquale Cicogna, l’epitaffio commemorativo sormontato dal suo stemma, si può scorgere ai quattro lati del ponte. Il ponte di poderosa mole, solidamente pianta su palafitte, l’unica audace arcata di oltre 28 metri che sopporta due file di botteghe, collegate tra loro al centro da due grandi archi che si tripartiscono l’intera larghezza del ponte.

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